Auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano,
via Sant'Eufemia 12, Piacenza


Presentazione della
"Associazione Spazi-RITMìA®"

 


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"Le Diecimila Cose"
presentate dal gruppo
"PasSilenti"

          
   




In Fondazione il quartetto "PasSilenti"
Tra blues e celtica

 ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LIBERTA'

Prima del concerto sono stati illustrati gli obiettivi di Spazi-Ritmìa, nuova realtà educativa

Piacenza - Se volete gustarvi un concerto un po' insolito, all'insegna della varietà dei generi e degli strumenti musicali, non perdetevi il prossimo spettacolo del quartetto PasSilenti.
La formazione, che si è esibita all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in occasione della presentazione della nuova associazione Spazi-Ritmìa, ha realizzato un piacevolissimo concerto di musica blues, folk e contemporanea proponendo timbriche e sonorità insolite e suggestive. Prima dell'applaudita performance dei PasSilenti (gruppo formato da Sonia Simonazzi, Giuseppe Olivini, Patrizio Rizzi e Guido Zurlino), Sonia Simonazzi e Lidia Pastorini (dirigente scolastico del V° Circolo didattico di Piacenza) hanno presentato caratteristiche ed obiettivi di Spazi-Ritmìa, neonata associazione piacentina che si propone di promuovere e favorire lo studio, la ricerca e l'applicazione del metodo di propedeutica musicale Ritmìa ideato dalla stessa Simonazzi per favorire l'apprendimento e l'educazione musicale dei bambini, metodo applicato già da diversi anni nelle scuole piacentine dell'infanzia e che da settembre è stato accolto con favore anche in molte scuole milanesi.
L'associazione, che tra le sue attività organizza corsi di formazione per gli insegnanti delle scuole si avvale della collaborazione di svariate realtà istituzionali, tra cui l'Istituto regionale di ricerca educativa dell'Emilia Romagna, il conservatorio "Nicolini" e l'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano e Piacenza. Dopo la presentazione iniziale, l'esibizione dei PasSilenti ha proposto tre diversi momenti musicali. La Simonazzi, accompagnata da chitarra, basso e percussioni ha cantato brani tratti dalla tradizione del blues americano. I successi delle grandi interpreti di colore del passato cantati con la voce "bianca" ma molto calda e con ottime capacità di modulazione della Simonazzi hanno acquisito un colore particolare, risultando forse di minore impatto ma conservando al tempo stesso la loro grande carica espressiva. Dopo la breve esibizione di Olivini al pianoforte, l'ultima parte è stata dedicata al folklore britannico degli anni '70, con l'impiego di flauti suonati dalla Simonazzi, arpa celtica imbracciata da Olivini e ocean drum. Il pubblico, visibilmente soddisfatto, ha tributato lunghi e calorosi applausi finali.

Mauro Bardelli