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ORME-RITMìA a Sforzinda
Si è conclusa lunedì 27
febbraio la “mostra-evento” “orme-Ritmia” allo spazio Sforzinda del
Castello Sforzesco a Milano ed è stato davvero un successo…di
pubblico, di critica e di partecipazione attiva di tutti nel
realizzarla e condurla; le presenze dal 21 al 27 marzo sono state di
506 bambini e bambine per un totale di 37 gruppi delle scuole materne
di Iseo, Sulmona, Cesari, Cicciotti, F.lli Grimm, Adriano, Quadrio, S.
Orsola, Meleri, Scalabrini, Ghini, Thomas Mann e Imbonati solo sul
territorio milanese perché sono arrivate scolaresche anche da
Bergamo e da Trescore Cremasco senza contare le oltre 600 presenze tra
sabato e domenica di famiglie con i loro figli, per un totale
complessivo di oltre 1000 visitatori.
Mi piacerebbe parlare in particolare di come
è iniziata l’avventura di “orme Ritmia”… Si perché, gli
addetti ai lavori e gli educatori “esperti” che, sotto l’occhio vigile
di Sonia Simonazzi (“la maestra” come affettuosamente la chiamiamo
noi), hanno saputo di quanto dovesse essere fatto solo due mesi
prima…dunque sono cominciate le registrazioni delle musiche e dei testi
e accanto alla ricerca musicale anche la ricerca e l’ideazione dei vari
setting e della scenografia…e non si era davvero in tanti.
All’interno dell’Associazione
“Spazi-Ritmia”, da poco nata, in stretta collaborazione con la
Cooperativa Casa Morgana di Piacenza, c’era un fermento particolare
perché eravamo consapevoli del fatto che un’uscita così
“in grande” a Milano potesse essere un valido biglietto da visita per
chi ancora non aveva sentito parlare di Ritmia… e nel frattempo
continuava il progetto “Bim…bim…bim, bambini in Musica” nelle scuole
materne a Milano.
Un paio di settimane prima gli operatori si
trovano a Piacenza per sapere cosa si andrà a fare…e ci rendiamo
subito conto della profonda stanchezza di chi ha lavorato fino ad ora e
della gioia di renderci parte di ciò che stava per “nascere”;
non era il solito laboratorio ma un “cammino spettacolo” ricco di
stimoli sonori, tattili e visivi che il bambino si trovava a vivere
insieme ad adulti che facevano esattamente ciò che andavano a
proporre; non c’era una linea netta di demarcazione tra chi conducevano
e chi era condotto…tutti si entrava nel mondo dei “respirasbuffo” e si
suonava insieme con le scimiette ci ci cà; insieme si affrontava
la paura di entrare nella bocca del coccodrillo “morbido”, suggerivamo
noi, anche se qualche bimbo ci diceva che “i denti c’erano lo stesso” e
ci si rilassava davvero nello spazio in cui i “respirasbuffo” andavano
a fare la nanna.
Non è certo solo di Ritmia la
peculiarità dello “stare e fare” insieme ai bambini per cui a
volte succede che siano loro stessi a offrire stimoli nuovi durante i
giochi: ma davanti a bambini che non avevamo mai visto (solo una
piccola percentuale è venuta a trovarci di quelli che già
conoscono Ritmia dalle scuole materne) l’affabulazione verbale, il
contatto fisico e lo stimolo sonoro hanno permesso di dialogare tra
persone che non si erano mai viste prima(davvero poche sono state le
defezioni, a volte solo iniziali risolte poi durante il proseguimento
dell’attività) …più di una volta tornando a casa mi
sono scoperta a respirare facendo “pafh…ciaff” e canticchiano la
canzone dei “cantalberi”.
Non mi stupisco quindi se dopo due
settimane, una mamma educatrice che frequenta la scuola materna dove
lavoro, mi ha detto che i suoi due figli vogliono ascoltare
ripetutamente le canzoni del CD e più di una volta li ha visti
giocare insieme a fare i coccodrilli e gli ibbompotami…e loro in
una sola ora di un unico giorno avevano scoperto “la terra dei
respirasbuffo”!
Monica D’Alessandro Pozzi
alias mokidale
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