Una relazione della dott.ssa Monica D'Alessandro Pozzi, esperta RITMìA 2004

 

ORME-RITMìA a Sforzinda


Si è conclusa lunedì 27 febbraio la “mostra-evento” “orme-Ritmia” allo spazio Sforzinda del Castello Sforzesco a Milano ed è stato davvero un successo…di pubblico, di critica e di partecipazione attiva di tutti nel realizzarla e condurla; le presenze dal 21 al 27 marzo sono state di 506 bambini e bambine per un totale di 37 gruppi delle scuole materne di Iseo, Sulmona, Cesari, Cicciotti, F.lli Grimm, Adriano, Quadrio, S. Orsola, Meleri, Scalabrini, Ghini, Thomas Mann e Imbonati solo sul territorio milanese perché sono arrivate scolaresche anche da Bergamo e da Trescore Cremasco senza contare le oltre 600 presenze tra sabato e domenica di famiglie con i loro figli, per un totale complessivo di oltre 1000 visitatori.

Mi piacerebbe parlare in particolare di come è iniziata l’avventura di “orme Ritmia”… Si perché, gli addetti ai lavori e gli educatori “esperti” che, sotto l’occhio vigile di Sonia Simonazzi (“la maestra” come affettuosamente la chiamiamo noi), hanno saputo di quanto dovesse essere fatto solo due mesi prima…dunque sono cominciate le registrazioni delle musiche e dei testi e accanto alla ricerca musicale anche la ricerca e l’ideazione dei vari setting e della scenografia…e non si era davvero in tanti.
All’interno dell’Associazione “Spazi-Ritmia”, da poco nata, in stretta collaborazione con la Cooperativa Casa Morgana di Piacenza, c’era un fermento particolare perché eravamo consapevoli del fatto che un’uscita così “in grande” a Milano potesse essere un valido biglietto da visita per chi ancora non aveva sentito parlare di Ritmia… e nel frattempo continuava il progetto “Bim…bim…bim, bambini in Musica” nelle scuole materne a Milano.

Un paio di settimane prima gli operatori si trovano a Piacenza per sapere cosa si andrà a fare…e ci rendiamo subito conto della profonda stanchezza di chi ha lavorato fino ad ora e della gioia di renderci parte di ciò che stava per “nascere”; non era il solito laboratorio ma un “cammino spettacolo” ricco di stimoli sonori, tattili e visivi che il bambino si trovava a vivere insieme ad adulti che facevano esattamente ciò che andavano a proporre; non c’era una linea netta di demarcazione tra chi conducevano e chi era condotto…tutti si entrava nel mondo dei “respirasbuffo” e si suonava insieme con le scimiette ci ci cà; insieme si affrontava la paura di entrare nella bocca del coccodrillo “morbido”, suggerivamo noi, anche se qualche bimbo ci diceva che “i denti c’erano lo stesso” e ci si rilassava davvero nello spazio in cui i “respirasbuffo” andavano a fare la nanna.

Non è certo solo di Ritmia la peculiarità dello “stare e fare” insieme ai bambini per cui a volte succede che siano loro stessi a offrire stimoli nuovi durante i giochi: ma davanti a bambini che non avevamo mai visto (solo una piccola percentuale è venuta a trovarci di quelli che già conoscono Ritmia dalle scuole materne) l’affabulazione verbale, il contatto fisico e lo stimolo sonoro hanno permesso di dialogare tra persone che non si erano mai viste prima(davvero poche sono state le defezioni, a volte solo iniziali risolte poi durante il proseguimento dell’attività)  …più di una volta tornando a casa mi sono scoperta a respirare facendo “pafh…ciaff” e canticchiano la canzone dei “cantalberi”.

Non mi stupisco quindi se dopo due settimane, una mamma educatrice che frequenta la scuola materna dove lavoro, mi ha detto che i suoi due figli vogliono ascoltare ripetutamente le canzoni del CD e più di una volta li ha visti giocare insieme a fare i coccodrilli e gli ibbompotami…e  loro in una sola ora di un unico giorno avevano scoperto “la terra dei respirasbuffo”!

Monica D’Alessandro Pozzi
alias mokidale