un workshop pratico mi è sembrato un’importante conferma. In particolare, è stata apprezzata la precisione e l’intensità dell’approccio musicale da parte dei bambini più piccoli attraverso il percorso di Ritmìa, e la capacità di ottenere concentrazione e rilassamento nei tempi brevi che consente la scuola.

Come risponde la sua città a questa nuova esperienza?

Devo essere immensamente grata a Piacenza - aggiunge - perché negli ultimi anni ho potuto portare avanti un lavoro molto approfondito con oltre 800 bambini e uno scambio proficuo con gli insegnanti, condizioni indispensabili per qualsiasi ricerca didattica.

Sappiamo che Ritmìa si sta espandendo anche a livello nazionale, quali sono le proposte per gli insegnanti che vogliono apprendere questo modello didattico?
 

A partire da quest’anno - spiega - la Cooperativa Casa Morgana propone un corso di 100 ore in collaborazione con il Conservatorio Nicolini e con l’IRRE dell’Emilia Romagna, a cui si sono iscritti insegnanti di tutta Italia. Inoltre, negli ultimi due annni ci sono stati corsi gratuiti organizzati dal conservatorio in collaborazione con il Quinto Circolo Didattico e l’Assessorato alla Formazione.

E per quanto riguarda l’estero?

Il mio workshop si è concluso con la relazione della prof.sa Charlotte Froehlich, che ha sperimentato Ritmìa in una scuola elementare della Svizzera tedesca per verificarne l’applicabilità anche in altri paesi. In particolare, nel prossimo autunno dovremmo organizzare insieme un corso di formazione a Basilea. Inoltre, durante il convegno ho ricevuto diverse proposte che potrebbero sfociare in esperienze oltreconfine.  Ma per scaramanzia preferisco non parlarne troppo presto.






 LIBERTA'