lunedì
19 agosto 2002

lunedì
19 agosto 2002
Piacenza
 

Il progetto di Sonia Simonazzi presentato ad un convegno internazionale di Copenhagen
Ritmìa, la musica ai bambini si insegna giocando


Il rapporto tra musica e infanzia, questo il tema del 10° Convegno della Commissione per l'Educazione Musicale dell'infanzia (Ecme) tenutosi dal 5 al 9 agosto all'Università di Pedagogia di Copenhagen. Unica rappresentante italiana al convegno è stata Sonia Simonazzi, piacentina d'adozione, ricercatrice nel campo della pedagogia della musica ed ideatrice di Ritmìa, un metodo innovativo per l'insegnamento della musica ai bambini tramite il gioco e la gestualità.
Com'è arrivata a partecipare a questo importante convegno internazionale?
L'Ecme, la commissione che organizza il convegno, è uno dei sette rami dell'International Society of Music Education (Isme), il punto di riferimento internazionale per tutti coloro che si occupano di educazione musicale. Per partecipare al convegno occorre affrontare una selezione, una sorta di concorso internazionale, che io ho superato presentando il mio lavoro: “Ritmìa”, un nuovo metodo per avvicinare i bambini alla musica, che già da alcuni anni sto sperimentando in diversi asili nido e in scuole materne ed elementari di Piacenza e di altre città d'Italia. A Piacenza, il metodo Ritmìa è tra le attività proposte dai laboratori del Comune, coordinati dalla dottoressa Paola Grazioli, e dal 5° circolo didattico, diretto dalla dottoressa Pastorini; inoltre, è incluso in progetti coordinati dal professor Giancarlo Sacchi del Provveditorato agli Studi e tra i laboratori della Cooperativa Casa Morgana.
In che cosa consiste il metodo Ritmìa?
Si tratta di una nuova metodologia didattica che propone l'insegnamento musicale ai bambini in modo spontaneo e creativo, attraverso il gioco. Il suono di particolari strumenti musicali viene abbinato dai bambini al movimento di alcune parti del corpo; questi abbinamenti stimolano la creazione di immagini che danno ai bambini la possibilità di “interpretare fisicamente” i suoni. Un'altra importante particolarità di Ritmìa è l'introduzione “all'ascolto del silenzio” come momento di autocontrollo e concentrazione, nonché come mezzo per enfatizzare le sensazioni indotte dalla stimolazione sonora.
La musica come gioco, dunque..
Esattamente. Ma, accanto a questo aspetto della musica insegnata con Ritmìa, quello di far socializzare i bambini, di farli stare bene, di insegnare loro l'autocontrollo e la concentrazione, c'è anche quello, importantissimo, dell'apprendimento musicale, di fare imparare ai bambini i primi rudimenti musicali.
Perché è così importante insegnare musica ai bambini?
Perché cominciano ad amare la musica, e quindi possono diventare un pubblico. La cosa importante non è tanto creare dei musicisti, quanto creare un pubblico di fruitori, cosa che in Italia non viene assolutamente fatta.

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