DIREZIONE DIDATTICA DEL V° CIRCOLO DI PIACENZA
Scuola Materna “ DANTE “
(Sezioni 4/2/5/1/B/C/D)



“IL LABORATORIO MUSICALE TRA EMOZIONE E DOCUMENTAZIONE”
a cura delle insegnanti di sezione


Sezione 4 (aunni di 4/5 anni)
“RITMìA, TUTTOSENTO e I SENSI DELLA PRINCIPESSA DOROTEA”
Insegnanti: Daniela Bertè e Enrica Calamari

Determinante, rispetto al progetto “ RITMIA “  è stato il Collegio Docenti del novembre 2001 che ha deliberato la costituzione di un laboratorio musicale; scelta ispirata da positive esperienze fatte da alcune colleghe negli anni precedenti.
Durante la discussione per arrivare alla decisione collegiale, il caso ha voluto che, per indisponibilità di una persona, si fosse quasi in “difficoltà” a reperire l’esperta: la rubrica di una vecchia agenda riportava il nome della professoressa Sonia Simonazzi; perché non contattarla? Una telefonata, la proposta, le difficoltà ad incastrare gli impegni, ma alla fine un: “ Si, accetto. “.
Da allora due anni di “ RITMIA “, che cercheremo di raccontarvi, vissuti come insegnanti di una sezione omogenea composta da 23 alunni di tre ed ora di quattro anni, compresa una bimba disabile con grosse difficoltà motorie e d’equilibrio.


Abituate ad una scuola dell’infanzia dove da sempre – sia nei programmi, ma soprattutto nella prassi educativa – la musica veniva tenuta in considerazione maggiormente nel suo aspetto vocale: canzoncine a volontà cantate a tutte le ore, per mangiare, per dormire, ecc., abbiamo affrontato questa nuova “ dottrina “ fondata sulla percezione e l’ascolto con speranza, non nascondiamo velata da un filo di incertezza.
Esaminandola-la “dottrina”- sperimentando personalmente in un corso di aggiornamento, le proposte, il metodo, la didattica, i tempi, gli spazi, gli strumenti, ci siamo trovate piacevolmente sconcertate: sedute, a carponi, supine, in posizione fetale, in posizioni yoga, a imitare animali, a suonare tamburi, a suonare flauti, ma soprattutto ad ascoltare, percepire e leggere le sensazioni che tutto ciò dava di volta in volta a parti del nostro corpo. Domanda fatidica di Sonia: “ In quale parte del corpo avete sentito maggiormente il suono del tamburo? E quello del flauto? “. …
Collaterale all’ “ interrogazione “ veniva la spiegazione scientifica – metodologica, relativa anche alle proposte del progetto “RITMIA” rivolto ai nostri alunni ed entrava nello specifico dell’integrazione tra stimolazioni sonore e movimenti del corpo.
E’ così che si andava costruendo quella che poi sarebbe diventata una proficua collaborazione tra esperta e insegnanti di sezione. Ed è anche così che si instaurava in noi la convinzione che, permettendo ai nostri alunni di partecipare al laboratorio di “ RITMIA “, avremmo offerto loro la possibilità di riequilibrare quegli stimoli sonori: diversi, eccessivi e disorganici, caratteristici del nostro mondo, il cui eccessivo e disorganico sovrapporsi – come ci insegnano gli orientamenti ministeriali – porta ad una diminuzione dell’attenzione, dell’interesse per il mondo dei suoni e a un atteggiamento di ricezione passiva.


Riteniamo particolarmente riuscita la scelta del fantastico come forma dell’esperienza: la “ FORESTA INCANTATA “ e “ IL CASTELLO DEL SIGNOR SILENZIO “, ambientati e predisposti con cura, hanno sicuramente contribuito a suscitare nei bambini quella curiosità e quell’interesse che favoriscono l’apprendimento.

I nostri piccoli entravano nella “ FORESTA INCANTATA “ in punta di piedi a bocca aperta …pronti alla scoperta. Si nascondevano nelle loro casette, costituite da teli colorati con cui si ricoprivano, e li rimanevano in silenzio e in attesa di un suono che desse la possibilità di partire e indicasse loro il movimento da compiere. Allora uscivano dalle casette simbolizzando: leoni, serpenti, orsi, uccelli, tartarughe che si muovevano, strisciavano, volavano, in cielo, nell’aria, nell’acqua, per terra. Si alternavano suoni che precedentemente i bambini stessi avevano specificatamente ascoltato, osservato, evocato, registrato, appreso e concettualizzandoli, li avevano abbinati a movimenti specifici: lenti, veloci, alti, bassi, deboli, forti.


Dopo aver esplorato la “ FORESTA INCANTATA “ quest’anno i nostri bambini sono stati portati da Sonia nel magico mondo del “ SIGNOR SILENZIO “ che vive in un castello fatto d’acqua, fatto d’argento.
Il laboratorio, questa volta, si è svolto in una parte del nostro spazio salone dove un grande telo di plastica azzurra ricopriva parte del pavimento creando la suggestione di una distesa d’acqua mentre canne di metallo di diverse lunghezze scendevano dal soffitto. Tutto questo riusciva a creare un ambiente stimolante ed emozionante.
Prima di entrare bisognava togliersi le scarpe perché il Signor Silenzio non può essere disturbato ed ecco che incredibilmente tutti i nostri bambini riuscivano quasi a trattenere il respiro seguendo Sonia in punta di piedi.
Il silenzio è per i bambini, lo è anche per gli adulti, un concetto difficile da definire e da sperimentare poiché nella nostra società, dove si vive immersi nel rumore, i rari momenti di silenzio a volte ci diventano insopportabili, estranei e si provvede subito a riempirli con qualsiasi tipo di suono o di rumore.
Ma se non c’è silenzio non c’è suono e Sonia ha saputo con grande sensibilità e professionalità portare i bambini a sperimentare positivamente un concetto così lontano da loro. Sono stati in grado di eseguire tutto ciò che veniva proposto alternando momenti di libertà, movimento, suono, rumore, a momenti di autocontrollo, immobilità, pausa, silenzio.
Anche con Francesca, la bambina disabile, Sonia è stata magnifica perché proponendo percorsi originali le ha consentito di partecipare in maniera del tutto autonoma, evitando ogni occasione di reclusione, andando così a rafforzare la fiducia nelle sue potenzialità.
E’ stato facile, una volta terminato il corso, far rientrare il Signor Silenzio e la sua dimora nella nostra programmazione annuale; anch’essa infatti utilizzava come sfondo integratore una storia fantastica i cui protagonisti vivevano nei rispettivi manieri dislocati sul cucuzzolo delle montagne. Alla strega Lucilla, uno dei tre personaggi, abbiamo offerto tutti i nostri prodotti-documentazione, affinché ella restituisse alla principessa Dorotea i cinque sensi che lei stessa le aveva precedentemente tolto.
Per ottenere la restituzione dell’udito, ovviamente  ci siamo avvalsi – alunni e insegnanti – di diverse cognizioni apprese nell’attività svolte con Sonia. Cognizioni rielaborate tanto da far ipotizzare a Chiara ( bimba della nostra sezione ) che un’isola apparentemente deserta perché non si sentiva nulla, dove il principe Ubaldo ( terzo personaggio della storia) era arrivato per caso, fosse la nuova “ casa “ del Signor Silenzio, fuggito dal suo castello perché alcuni bambini lo infastidivano non rispettando le regole.
Ci pare dispersivo elencare qui tutte le attività e gli obiettivi raggiunti agganciando il progetto “ RITMIA “ alle proposte da noi fatte all’interno del Nucleo progettuale TUTTOSENTO; basti dire che forse anche questo volta, un po’ per casualità ma pure per attenzione data all’attività di un’esperta esterna al corpo docenti, ci è riuscito di amalgamare tutte le proposte, inserendole nel nostro sfondo integratore. Ciò può essere un esempio di come questa scelta metodologica oltre ad avere una valenza altamente motivante, risulti flessibile.
Per ultimo vorremo sottolineare come, un elemento corollario per Sonia è diventato invece fondamentale per le attività di sezione; ci riferiamo al castello in quanto costruzione. Attraverso lo sviluppo del concetto “ castello “ sono stati raggiunti diversi obiettivi compresi nel campo di esperienza : lo spazio l’ordine la misura, effettuare stime e misurazioni, elaborare concetti legati alle dimensioni di alto, basso, piccolo, grande, spesso, sottile, esplorare la tridimensionalità. I volumi sono stati affrontati come risultato dello spazio circoscritto da figure bidimensionali. Il gioco del dentro e fuori oltre ad obiettivi sonori ha offerto lo spunto per definire aree, confini, superfici, sviluppando il senso geometrico. In questo lavoro persino la “campitura” è risultata un’attività più geomentrica che grafica nel senso fisico dello sperimentare, del possedere, impregnando di colore tutte le superfici.
Concludiamo dicendo che è stato possibile realizzare tutto questo grazie anche alla professionalità, alla continua ricerca, al grande impegno e alla passione che Sonia mette in ciò che crede ed è questo che la rende una persona speciale.



Sezione 2 (alunni di 4 anni)
“UNA MAGICA ATMOSFERA FATTA DI ACQUA E D’ARGENTO”
Insegnanti: Laura Lodigiani e Clotilde Pedicin
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"…Bambini , questa mattina conosceremo Sonia…"
" Ma chi è la Sonia ? "
Tutti insieme andiamo nella saletta di musica e aspettiamo.
"Facciamo un bel cerchio "
" Laura, Clotilde , cosa dobbiamo fare ? Quando suoniamo il tamburo ? Anch'io voglio suonare uno strumento ! "…

Passano pochi minuti e Sonia arriva, carina, carismatica, desiderosa di comunicare subito con tutto il gruppo.
Voce modulata, toni bassi, approcci semplici attirano subito la curiosità dei bambini.
Occhini attenti la fissano silenziosi mentre si muove con movimenti tranquilli.
Anche tra noi insegnanti e Sonia si crea subito un feeling, un interagire positivo.
Ci sentiamo molto coinvolte e come i bambini siamo lì ad ascoltarla, ad imparare a comunicare con i suoni, con i ritmi e con una gestualità nuova.
L'atmosfera è serena e mentre ci muoviamo tutti un po' goffi, si sentono qui e là le risatine di sottofondo dei bambini che si divertono.
In pochi minuti tutti i bambini si trovano a far parte di un mondo fantastico fatto di suoni e ritmi invitanti…
Nel castello del Signor Silenzio si respira una magica atmosfera fatta di acqua e di argento.
Poco importa se l'acqua è solo un telo azzurro e l'argento delle canne che pendono dal soffitto…
Per entrare nel castello è d'obbligo cantare una canzoncina …tutto ha inizio da qui… i bambini si ritrovano in cerchio e cantano accompagnati da un tamburo.
Entrano a piedi scalzi in silenzio in questo castello fantastico.
Nel castello vivono delle strane creature vivaci e birichine… le " libellule ".
Il loro scopo è quello di far addormentare il Signor Silenzio suonando lentamente delle canne d'argento.
Una volta che il Signor Silenzio dorme possono finalmente festeggiare suonando accompagnate dal birimbao, danzando e cantando il " Rock delle libellulle ".
Desiderosi di conoscere il mondo fantastico del Signor Silenzio, proposto come introduzione al percorso sonoro, non hanno inizialmente saputo " contenere " le aspettative emotive tanto che alcuni di loro si sono avvicinati a questa realtà in modo forse un po' disordinato senza comprenderne totalmente il significato.
Con il passare degli incontri i bambini sono riusciti in modo sempre più consapevole a controllare questi stati d'animo e a cogliere di conseguenza l'aspetto essenziale degli approcci semplici e immediato in un crescendo di esperienze variegate che hanno permesso di ottenere risposte individuali sempre più positive..
I bambini spalancano i loro occhini in perfetto silenzio seguono incuriositi e increduli le proposte.
Aspettare, rispettare i tempi, ascoltare e "sentire " non sono cose semplici per i bambini di questa età.
Abituati a gridare per farsi sentire, ad arrivare correndo per essere i primi e a non rispettare i turni pur di svolgere le attivatà prima dei compagni sono atteggiamenti non facili da correggere.
Entrando nel castello però questa realtà sembra non avere più importanza.
Ognuno rispetta, ascolta e fa.
E' questo che rende il bambino veramente protagonista della storia essendo le attività state modulate in base alle risposte dei bambini e dei loro stati d'animo.
Nella nostra programmazione quest'anno si è parlato molto del corpo, nel suo complesso, nelle sue parti e degli stati d'animo che con il corpo si potevano esprimere..
Questa attività musicale ha aiutato noi e i bambini a prendere maggior consapevolezza del percorso proposto.
Con il corpo si ascolta e si osserva se stessi e i compagni.
L'atmosfera gioiosa, giocosa e rilassante ci ha permesso di " ascoltare " e di " ascoltarci " senza essere presi da quei ritmi frenetici a cui siamo sottoposti ogni giorno.
Tanto è stata interiorizzata questa esperienza che anche al di fuori è facile recuperare per quanto possibile, l'atmosfera che si era creata all'interno del castello stesso.
I bambini chiedono ancora a distanza di tempo di Sonia e dicono che la cosa che più li ha affascinati è poter suonare uno strumento, non importa se non strutturato e di rimanere in silenzio, perché in silenzio si " sente la magia del castello …,… perché così si può ascoltare…".
Attraverso le esperienze del percorso didattico e attraverso il progetto musicale i bambini hanno interiorizzato una realtà a nostro avviso molto importante per la loro crescita e il loro sviluppo e cioè che il corpo non serve solo per muoversi ma è un tramite attraverso il quale esprimere la propria interiorità.


Sezione 5 (Alunni di 3 anni)
“IL MERCANTE DI STRUMENTI MUSICALI”
Insegnanti Annamaria Capelli e Barbara Bellocchio
A cura di Annamaria Capelli


 

Oggi arriva la maestra Sonia!!!
Oggi in classe c’è un gran fermento : tra poco arriva Sonia e i bambini hanno una gran voglia di scoprire cosa nasconda nei suoi borsoni.
E’ qualche giorno che la vediamo passare nei corridoi portandosi dietro dei sacchi colorati e pesanti.
Oggi finalmente è il nostro turno! Come un mercante di strumenti, Sonia ci introduce senza pedanteria a effetti sonori nuovi e particolari.
E tutti in fila e in silenzio andiamo alla scoperta di questo nuovo mondo, un mondo fatto di sensazioni, stati d’animo , di sentimenti nuovi tutti da scoprire …
E’ il mondo del silenzio , abitato da alberi fantastici che fluttuano leggeri su drappi colorati ,da animali che in fila ordinata , al ritmo di strumenti antichi , si muovono nel bosco e si lasciano trasportare dalla melodia del silenzio.
E’ un po’ come uscire dal nostro vissuto quotidiano per ricercare una parte di noi che è nascosta e ha bisogno di silenzio ed armonia per riemergere.
I bambini, anche i più turbolenti, sono incantati da questo diverso modo di porsi ed in fila e in silenzio Sonia ci fa entrare nella terra dei respirasbuffo.
Loro hanno paura del rumore e i bambini sembrano saperlo: i loro movimenti si fanno più controllati e consapevoli.
Il coinvolgimento è tanto, soprattutto perché quando si è così piccoli ci si lascia trasportare dalla fantasia e dalle proprie emozioni.
Richiamate dal suono del grande tamburo , ecco arrivare le tartarughe , gli ippopotami che si muovono lenti ed ordinati in questo spazio ovattato, in cui il silenzio è rotto solo dal tintinnio dei cimbali tibetani.
Purtroppo, la lezione è terminata e noi ordinatamente dobbiamo uscire da questo posto incantato e ritornare alla nostra realtà; ma ci portiamo appresso la consapevolezza di essere riusciti, anche solo per un attimo, a fermare il tempo, ad ascoltare il nostro respiro, il nostro corpo che si muove in armonia con quello dei nostri compagni.

Le attività proposte nel laboratorio musicale si sono facilmente inserite nel programmato percorso didattico di sezione, che ha dedicato particolare spazio ai giochi psicomotori .
La psicomotricità assume una spiccata rilevanza nella classe omogenea di 3 anni, in quanto costituisce il principale veicolo di socializzazione e inserimento.
Attraverso i giochi motori, infatti, i bambini vengono chiamati a ricordare, applicare e verificare l’osservanza di elementari regole di condotta ;
debbono sviluppare la propria autonomia personale e gestionale;
sviluppano e potenziano gli schemi motori fondamentali: stare in equilibrio, rotolare, camminare con varie andature, chiudere ed espandere il corpo, coordinare i segmenti corporei, muovere mani e piedi al ritmo di tamburi con “pesantezza”, librarsi leggeri al suono dell’arpa.
imparano a coordinare la strategia con quella dei compagni per il conseguimento dell’obiettivo condiviso del gioco;
 hanno l’opportunità di scaricare, veicolandola entro limiti accettabili, la naturale aggressività ;
apprendono infine le relazioni topologiche, scoprono le proprietà sensoriali di giochi e materiali.
Anche i giochi presentati dalle insegnanti sono stati sempre veicolati da fiabe, canzoni, filastrocche, brevi storie che costituivano una sorta di sceneggiatura , di filo rosso che assicurava continuità e logicità alle esperienze realizzate, in modo da evitare la frammentazione in episodi slegati gli uni agli altri.
In questo contesto, il richiamo operato da Sonia Simonazzi agli alberi dai “ respiri a sbuffo”, le tartarughe, gli ippopotami , le api che si posano sui fiori hanno favorito il coinvolgimento dei bambini ,attratti dall’ignoto e dal misterioso che così veniva evocato e che spesso compariva nelle loro conversazioni libere, segno che l’esperienza si andava consolidando e interiorizzando.
I giochi condotti in salone durante il laboratorio musicale sono stati ripresi dalle insegnanti di sezione per le attività in palestra : sono stati ripetuti gli aspetti più interessanti in vista della verifica delle competenze acquisite dai bambini; sono stati ampliati , “ riveduti e corretti”, per sperimentare ulteriori possibilità didattiche; sono stati inoltre semplificati per facilitare la partecipazione dei bambini più impacciati o timidi.
Abbiamo cercato di trarre dall’esperienza del laboratorio nuovi spunti di lavoro, con un atteggiamento che si può considerare di cooperazione ma anche di
“assimilazione” : si è trattato, per entrambe le insegnanti, della prima partecipazione e pertanto si è avvertita l’esigenza di apprendere strategie e metodi didattici originali, per poter sviluppare tali spunti in futuro.
Discutendo con Sonia dei risultati del laboratorio è emerso che i bambini della nostra sezione presentavano una buona attitudine all’ascolto , una certa facilità di attenzione che deriva senz’altro dal carattere omogeneo della classe : lavorando con bambini della medesima età è infatti possibile operare con sistematicità e costanza su obiettivi quali la concentrazione, l’ascolto attento e partecipato , l’autonomia e la rielaborazione critica delle esperienze .
Il nostro auspicio è che il lavoro compiuto quest’anno non rimanga un episodio isolato, ma che sussistano le condizioni per svilupparlo a medio – lungo termine, continuando nei prossimi anni scolastici: abbiamo infatti notato che le attività musicali rappresentano una valida alternativa per bambini che incontrano difficoltà negli insegnamenti più convenzionali e che invece manifestano atteggiamenti rilassati e partecipativi nei giochi presentati nel corso del progetto.
Il laboratorio fornisce quindi un’ulteriore opportunità per tali bambini , mentre a noi insegnanti permette di verificare capacità e compete


Sezione 1 (Alunni di 3-4-5 anni)
“ROMPERE IL SILENZIO CON UN CANTO CHE SCACCIA LA PAURA”
Insegnanti: Silvana Belli e Concetta Zerrillo
a cura di Silvana Belli

Il progetto “Ritmia” destinato ai bambini di 5 anni è iniziato con sentimenti di forte aspettativa da parte di tutti salvo al caso di 2 alunni di solito timorosi di fronte alle novità. Il gruppo è apparso subito coinvolto dalle attività proposte e ciò è particolarmente positivo poiché il coinvolgimento è basilare quando si tratta di bambini di questa età. Al primo incontro occhi spalancati, orecchie attente, tutti tesi all’ascolto della prima canzoncina, la curiosità era veramente molto forte. Il gruppo ha subito poi rivelato qualche difficoltà legata alla comprensione della lingua (alcuni bambini sono stranieri), al controllo degli schemi globali (qualche elemento è particolarmente vivace). Al rientro in sezione è stato chiesto ai bambini di raccontare col disegno l’esperienza appena vissuta e ognuno ha eseguito la consegna concentrandosi su diversi particolari: il bosco, i bambini, l’insegnante, gli strumenti musicali.
L’appuntamento finale, quello a cui hanno assistito i genitori, è stato vissuto come veramente importante; i bambini si sono sentiti “grandi”, hanno potuto mostrare quello che hanno imparato e lo hanno fatto con orgoglio e fierezza; solo pochi sembravano un po’ spaesati. In tutta questa esperienza, purtroppo breve, abbiamo riscontrato molti elementi positivi: nel gruppo ogni bambino doveva adeguarsi agli altri, tutti hanno scoperto un mondo ancora in gran parte inesplorato dove i suoni e i rumori si alternano al silenzio, si accompagnano al movimento del corpo e a vicenda si completano. Il negativo dell’esperienza è che bruscamente s’interrompe, proprio quando ognuno è più pronto a proseguire, quando tutti riescono a calarsi in un mondo affascinante pieno di scoperte suggestive su come si può usare e modulare la voce, su come si può occupare uno spazio comune, su come si possono produrre suoni con strumenti musicali o fabbricati dai bambini stessi.
Noi riteniamo che un’esperienza di questo genere è in sé positiva ma andrebbe continuata nel tempo per dare veramente modo ai bambini di trarre da ciò il massimo possibile.
Per noi insegnanti questa esperienza ha costituito un arricchimento professionale e riteniamo di poterla continuare con i bambini. Nei giochi e nelle attività che proporremo ci saranno riferimenti alla bella esperienza vissuta con la maestra Sonia. Ai bambini piace rifare i giochi degli animali in cui hanno sempre gradito immedesimarsi. E’ bello per loro entrare nell’incantata foresta del silenzio e poi con romperlo con un canto che scaccia la paura. Dai giochi proposti da Sonia possono partire percorsi diversi:
    Il mondo degli animali da esplorare scientificamente o dal lato fiabesco;
    L’ambiente bosco, pista per noi preziosa perché ha correlato l’attività annuale centrata     sulla scoperta dell’ambiente e sulle sue caratteristiche interpretate sia dal punto di     vista scientifico, sia da quello emozionale, sia in senso “sonoro”.
    Il mondo dei suoni;
    Il movimento per arrivare a schemi motori globali e segmentari.




Sezione B (Alunni di 4-5 anni)
“IL VIAGGIO INCOMINCIA DA UN CASTELLO INCANTATO...”
Insegnanti: Marinella Bignardi - Enrica Gazzoni
a cura di di Marinella Bignardi

Anno scolastico 2002/03: il gruppo di bambini di 4 anni è pronto a riprendere l’avventura, per proseguire il cammino nella scoperta di questo mondo meraviglioso, fatto di suoni e di silenzi, di ritmi e di suggestioni.
Adesso sono più grandi, hanno varcato quella sottile linea di confine, sospesa tra la curiosità e la diffidenza verso il nuovo, che spesso caratterizza i bambini di tre anni.
Infatti, quando comunico loro che Sonia tornerà per proporre nuovi giochi, l’attesa carica di aspettative è tangibile e lo dimostra l’impazienza che hanno i bambini quando intuiscono aria di belle sorprese.
Quest’anno il viaggio inizia da un bel castello incantato, quello del Signor Silenzio, dove proviamo a bussare senza avere, in apparenza, nessuna risposta.
E’ un ottimo punto di partenza, la loro dimestichezza con le fiabe li rende estremamente sensibili e attenti, curiosi e disponibili ad inoltrarsi in un ambiente a loro ben noto ma nello stesso tempo sconosciuto.
Lo spazio a disposizione è vasto (il salone della scuola), ma l’area di utilizzo è circoscritta ed i bambini non si fanno distrarre da un luogo dove di solito si gioca liberamente a dove ci si può “scatenare”.
Anche la scenografia, minimalista ed essenziale, anziché rappresentare un motivo di noia o di disinteresse, stimola la concentrazione e la disposizione ad esprimersi ed agire. E quando parlo di espressione – azione non mi riferisco soltanto all’aspetto propriamente sonoro – musicale, che pur costituisce il fulcro di questo percorso, ma più in generale ad una forma espressivo – comunicativa che coinvolge i bambini nella loro inscindibile globalità e che da ognuno fa uscire allo scoperto ciò che troppo spesso resta chiuso dentro.
Inserire il progetto di Sonia nella nostra attività di sezione è facile: in questo bimestre la proposta educativa – didattica rivolta ai bambini è centrata sulle fiabe, scomposte e analizzate nei loro molteplici aspetti, e allora ci occupiamo di castelli, normalmente presenti in ogni fiaba che si rispetti.
Si parte dalla raccolta di immagini portate a scuola dagli stessi bambini con l’aiuto dei genitori, si fanno fotocopie in bianco/nero che successivamente i bambini trasformeranno a loro piacere colorandole, si giocherà sui contrasti e sui contrari, si inventeranno castelli con materiali e oggetti vari, quali Lego, Clipo, blocchi logici, si metteranno a confronto castelli di fiabe diverse, castelli reali e castelli immaginari, si inventeranno andature inusuali per cavalieri che salvano principesse prigioniere, si cercherà di imbrogliare la strega con percorsi da effettuare in silenzio per non farsi scoprire, si fingerà di essere abitanti di strani castelli che devono esprimersi senza saper parlare e che devono comprendere pur non avendo la capacità di sentire.
Parallelamente il percorso con Sonia procede con sempre migliori risultati, ma credo che questo non sia soltanto il frutto di una profonda competenza didattica in questo campo: in certe cose bisogna crederci, per saperle trasmettere ai bambini, e Sonia lo sa fare perché ci crede.
E ci crediamo anche noi.


Bambini di 5 anni

Il contesto e' una foresta silenziosa dove il silenzio e' amico e non fa paura. I bambini, una decina, sono in attesa di inoltrarsi in questa foresta dove non si odono ne' suoni ne' rumori. Quando inizia il gioco noto che qualcuno, particolarmente esuberante ed in perenne movimento, fatica a rispettare la consegna del silenzio, ma fa del suo meglio per riuscirci ed effettivamente ci riesce, coinvolto ben presto in questa atmosfera, dove si puo' percepire il respiro di ognuno. Sono quasi stupita nell' osservare come i bambini seguono le consegne con il massimo impegno, attenti a rispettare tempi e modalita' delle azioni che Sonia chiede loro di compiere persino i turni di intervento, conquista notoriamente difficile da conseguire.
Sono convinta sia molto positivo, quasi terapeutico, direi, stimolare i bambini ad agire con lentezza, come sta facendo Sonia in questo momento, quando i piu' " bravi " per cosi dire ar rivano per ultimi ed i loro movimenti sono scanditi da lenti e regolari suoni di tamburo. Oltre al ritmo di questo strumento non c'e' nell'aria altro suono e tra una battuta e l'altra il silenzio e' tangibile, lo si ascolta e, forse, guardando attentamente, lo si potrebbe persino " vedere ". I bambini, abituati ad agire sempre troppo in fretta, a passare velocemente da un interesse all'altro, da un gioco all'altro, spesso un po' superficiali, appaiono ai miei occhi quasi stupiti di fronte a una piacevole scoperta che li rilassa e li fa entrare in sintonia con se stessi, con il loro corpo e con l'ambiente che li circonda. L'ascolto del silenzio favorisce l'attenzione, la concentrazione, il rilassamento e l'autocontrollo. I movimenti del loro corpo sono assolutamente adeguati agli stimoli sonori prodotti da Sonia ed e' evidente come tutti siano immedesimati nell'espressione simbolica di figure stilizzate ma estremamente significative. Certo, il fatto di essere un gruppetto ridotto e' fondamenta le per la riuscita di questo percorso, e forse questo e' un bisogno degli stessi bambini, inespresso e probabilmente in consapevole, ma certo presente come messaggio inviato attraverso molteplici modalita'. Concludendo posso affermare che l'entusiasmo e l'impazienza con cui i bambini attendono gli incontri con Sonia sono la testimonianza piu' diretta e sincera della valenza psicologica pedagogica e didattica di questa esperienza.


Sezione C (Alunni di 3-4 anni)
“PESANTI COME IPPOPOTAMI, LENTI COME TARTARUGHE”
Insegnanti: Rita Pellizzari e Ivana Scaglia

…Entrano in silenzio nella foresta incantata…curiosi di incontrare i "Respirasbuffi" che respirano in un modo strano…
Bastano pochi teli di seta appesi per entrare in un mondo fantastico. La voce è bassa…non fanno fatica…strano… ecco il silenzio…ascoltano in silenzio, forse escono volentieri dal "caos" della classe, entrano in uno spazio predisposto che risponde al loro bisogno di "magia". Ora sono loro i protagonisti …si sentono protagonisti, in silenzio camminano lenti come gli ippopotami…in fila sulla strada degli ippopotami.
Ora sono diventati tartarughe…anche loro sono tutte in fila…procedono lentamente. Sono in un "altro mondo" fuori dalla realtà quotidiana…sono coinvolti da questa atmosfera irreale, magica, hanno modo di prendere coscienza del loro corpo… si rilassano volentieri…vivono con la lentezza dei movimenti le proprie emozioni. Il silenzio è rotto dai colpi che a turno battono sul tamburo…fanno fatica ad andare adagio…È tanto l'entusiasmo che li spinge ad arrivare per primi a battere sul tamburo…ci vuole autocontrollo…concentrazione.
Dopo qualche giro in questa "foresta incantata" riescono a rilassarsi, a procedere con lentezza. Nella nostra giornata frenetica…è strano fermarsi ad ascoltare il nostro respiro…sono sensazioni che non siamo abituati a sentire. L'ascolto di se stessi…degli altri … e della musica prodotta da "strani" strumenti, crea un momento di distensione e creatività.
I bambini non si stancano…continuerebbero questi giochi anche oltre il tempo stabilito…ma dobbiamo andare…ciao Sonia…ci vediamo domani!!!

È stato positivo agganciare al laboratorio il nostro lavoro di programmazione didattica che in questo periodo di anno scolastico trattava l'argomento: "IO E IL MIO CORPO"
Giochi per la presa di coscienza del corpo, della sua unità, delle diverse posizioni del corpo nello spazio…
I giochi psicomotori imitativi degli animali della foresta incantata, estesi a tutto il Gruppo sezione, hanno permesso ai bambini di raggiungere obiettivi atti a sviluppare capacità di osservazione, ascolto, autocontrollo, autostima.
E di acquisire abilità e competenze uditive, visive, sonore…
Parlando degli animali della foresta si sono ampliate le loro conoscenze, arricchito il vocabolario. Ognuno ha portato la propria esperienza nelle conversazioni che di volta in volta si svolgevano sull'argomento. Rielaborazioni verbali e riproduzioni grafiche individuali hanno fissato sulla carta le esperienze vissute con il corpo.
Il racconto delle favole sviluppato nel precedente periodo dell'anno (Cappuccetto Rosso, Hansel e Gretel) è stato ampliato e integrato con tale laboratorio che ha permesso di scoprire che attraverso ogni espressione sonora si possono comunicare sensazioni ed emozioni…
Ne consegue che ciascun silenzio può assumere caratteristiche diverse a seconda delle sonorità che lo precedono o lo seguono. I bambini hanno partecipato con entusiasmo, risposto agli stimoli coinvolgendo anche la sfera emotiva dei sentimenti.



Sezione D (Alunni di 3-4-5 anni)
“COSTRUIRE UN TAMBURO PER GIOCARE NELLA FORESTA INCANTATA”
Insegnanti: Raffaella Riggio e Anna Zucconi

Il progetto Ritmie si è integrato nella nostra programmazione e nella attività didattica quotidiana nei vari campi di esperienza e in particolare i discorsi e le parole – il corpo e il movimento – messaggi forme e media.
Tutto questo è avvenuto cercando di far vivere ai bambini con il corpo l’emotività e i sentimenti in esso contenuti.
I bambini di cinque anni sono stati aiutati ad individuare, a scoprire e a vivere in ciascuna attività didattica il silenzio, i suoni ed i rumori.
I giochi psicomotori, le favole e le drammatizzazioni con gli animali della foresta hanno permesso ai bambini di raggiungere diversi obiettivi formativi, sviluppando la propria capacità d’ascolto e di autocontrollo e di produzione sonora e musicale.
L’altro momento positivo è stato la realizzazione individuale del “tamburo” (una scatola ricoperta dai disegni dei bambini, contenente semi). Grazie a questo laboratorio i bambini hanno imparato a vivere la quotidianità con più calma,attenzione e consapevolezza, ascoltando se stessi e gli altri, rispettando il proprio turno nei diversi momenti della giornata.
I bambini hanno apprezzato il benessere e la calma che il silenzio ha fatto vivere.
La programmazione di sezione si è collegata al laboratorio musicale con l’ampliamento e l’approfondimento della fiaba di Hansel e Gretel nel contesto della foresta e della paura. Durante il periodo di Carnevale i bambini si sono travestiti da personaggi paurosi (streghe, fantasmi, lupi e scheletri).
Si è notato in modo evidente quanto la vita del laboratorio, le drammatizzazioni e i travestimenti di sezione abbiano aiutato i bambini a superare le varie paure.
Le canzoni cantate durante il laboratorio venivano spesso cantate nelle sezioni e anche spontaneamente in piccoli gruppi.
Dopo il laboratorio i bambini elaboravano i loro vissuti, realizzando i disegni ed esprimendo verbalmente le loro riflessioni in conversazioni guidate.
Al termine dei quattro laboratori possiamo affermare che sia noi insegnanti che i bambini ci siamo arricchiti di stimoli, di esperienze didattiche ed educative valide e positive per lo sviluppo integrale ed armonico della personalità.