Il gioco dei tre gesti della danza


 

In ordine sparso assumete una qualsiasi posizione seduta. Un compagno scelto per la guida del gioco inizierà a cantare tre note di differente altezza: una grave (bassa), una di altezza media (più alta della prima), l’altra acuta (alta). La guida dovrà ripetere più volte gli stessi tre suoni, cominciando sempre da quello più grave. Cessato il suono, e dopo aver mantenuto un attimo di silenzio, la guida eseguirà una sola delle note di prima. Se intonerà la più grave, canterete il suono udito e andrete nel primo gesto della danza, se eseguirà quella di altezza media, intonerete la nota e farete il secondo gesto della danza. Se emetterà la nota acuta, ripeterete il suono assumendo il terzo gesto della danza. Manterrete la posizione fino al momento in cui il compagno alla guida non deciderà di ricominciare a cantare le tre note come sopra. Il gioco potrà quindi ripartire da capo.

 

Questo è il primo gesto della danza:

 

Per eseguirlo: in una qualsiasi posizione seduta, appoggiare i polsi alle anche portando le dita delle mani tese e rivolte verso l’esterno. I gomiti sono staccati dal busto. Per tornare, inspirare, e durante l’espirazione sciogliere la posizione delle braccia.

 

 

Questo è il secondo gesto della danza:

 

 

Per eseguirlo. In una qualsiasi posizione seduta, inspirare e aprire le braccia lateralmente, sulla linea delle spalle, portando i palmi delle mani rivolti verso l’alto. Espirando, piegare i gomiti e avvicinarli il più possibile al busto: i polsi sono accanto alle spalle. Per tornare: inspirando, tendere di nuovo le braccia sulla linea delle spalle. Espirare e sciogliere la posizione.

 

Questo è il terzo gesto della danza:

Suggerimenti per la pratica 

Per eseguirlo. In una qualsiasi posizione seduta, inspirando sollevare le braccia tese sopra il capo e giungere il dorso delle mani. Espirando, piegare i gomiti e portare i polsi a sfiorare la sommità del capo. Per tornare: inspirando distendere in alto le braccia. Espirando, sciogliere la posizione.

 

 

Lo strumento musicale consigliato è la voce.

 

Intonando in espirazione un suono qualsiasi (prodotto spontaneamente e senza sforzo) si ottiene l’emissione di una nota che in base alla tessitura individuale si può considerare di altezza media. Partendo da questo suono, la voce può essere indirizzata “verso la testa”, immaginando che il suono possa uscire dalla fronte. Si otterrà in questo modo una nota più acuta. Dirigendo invece la nota di altezza media “verso l’addome”, e pensando che l’emissione possa avvenire dall’ombelico, si otterrà un suono più grave. Inoltre, la pronuncia delle vocali I oppure U, in accompagnamento alla nota acuta, e della O oppure A, per la nota grave, faciliterà l’intonazione dei due suoni. La vocale E può accompagnare l’emissione del suono medio.

La voce dei piccoli ha un’estensione limitata che varia a seconda dell’età.

Lasciando a ognuno la libertà di esprimersi senza forzare la voce per seguire modelli ideali ancora troppo distanti dalle proprie possibilità si permette un approccio graduale e sereno al controllo vocale, rispettando gli organi della fonazione e il loro sviluppo.

Un altro modo è quello di far ascoltare i suoni grave, di altezza media e acuto, eseguendoli su uno strumento musicale (per esempio il flauto), e invitare i bambini a riprodurli con la voce. Non si dovranno enfatizzare gli errori, l’esecuzione corretta infatti richiede spesso solo più pratica. A questo proposito è importante sfatare la convinzione dell’essere stonati, purtroppo già radicata in alcuni bambini. La capacità di intonare i suoni correttamente dipende da un’adeguata sensibilità uditiva, che può essere conquistata.

 

Suggerimenti per la pratica

 

Per una maggiore comprensione dell’elemento sonoro è opportuno, prima di iniziare il gioco, fare ascoltare una nota per volta, facendola seguire dal gesto a essa associato. La ripetizione dei suoni deve essere spontanea, anche se il risultato non è soddisfacente.

Invitare i piccoli a intonare un qualsiasi suono è un importante esercizio per l’ascolto di se stessi, per la concentrazione, l’autocontrollo, e per il controllo del respiro e della voce, nonché per la sensibilità uditiva e la memoria.

Può essere proposto spesso anche al di là di questo specifico gioco.

Può essere sperimentata anche questa variante: la guida, dopo aver eseguito le tre note ciclicamente, indicherà un  compagno e gli proporrà di discriminare un suono, poi interpellerà un altro amico a cui farà sentire un differente suono o lo stesso. L’esercizio terminerà quando tutti saranno stati nominati.

 

 

I perché di questo gioco

 

Nello Yoga, molti dei gesti eseguiti con le mani hanno funzione di offerta alla divinità: mani e braccia sono infatti le nostre “ali” simboliche e sono in relazione con l’elemento aria, che rappresenta il passaggio dagli elementi più grossolani e materiali a quelli più sottili, eterei, “divini”.

Anche i tre gesti della danza simboleggiano l’offerta alla divinità: i palmi rivolti in basso, del primo movimento, ricevono il dono simbolico dalla terra: le mani mantenute sulla linea del cuore del secondo gesto estendono l’offerta a tutto l’universo nel terzo movimento, le mani sul capo portano l’offerta al la divinità. Nei rituali di tutto il mondo, il canto, tra tutte le produzioni sonore, è l’offerta più gradita agli dei. La voce - avendo come veicolo il respiro, senza alcun tramite strumentale - prevede infatti una partecipazione diretta e totale dell’esecutore. A livello simbolico, dunque, il suono cantato rappresenta il connubio ideale a tutti i movimenti che impegnano mani e braccia e, nel caso di questo gioco, ai gesti della danza.

Ognuno di questi tre gesti, oltre a far percepire il corpo in una particolare dimensione spaziale, determina un tipo di respirazione differente: il primo quella diaframmatica che dilata l’addome, il secondo quella toracica che espande il torace, il terzo quella clavicolare che solleva le clavicole. Allo stesso modo i suoni di differente altezza, da cantare in questo gioco, si sentiranno risuonare in diverse zone del corpo: partendo dal suono centrale, il suono grave si percepirà più in basso verso l’addome, mentre quello acuto porterà l’attenzione in direzione della testa.

La discriminazione dei tre suoni accompagnata dai gesti della danza e dalla produzione vocale permette di percepire ogni nota sia su un piano materiale sia a livello più sottile e profondo.

 

 

Benefici

 

Il gioco porta a migliorare la capacità di discriminare in modo corretto i suoni in rapporto ai gesti. Il bambino migliora la sensibilità uditiva, acuisce la propria memoria, acquista sicurezza, rafforza la percezione del lo spazio in cui si muove ascoltando le posizioni del corpo e i suoni corrispondenti, acquista maggiore consapevolezza di se e impara ad ascoltare e governare la propria voce e il proprio respiro.