martedì 30 aprile 2002  

 
martedì
30 aprile 2002
Piacenza

Così i bambini imparano ad amare la musica
Un nuovo sistema di insegnamento che si intreccia con l'espressione grafico-pittorica

  Una nuova strada per avvicinare i giovani alla musica. Ritmia, il metodo elaborato da Sonia Simonazzi, musicista ed educatrice piacentina d'adozione, propone una specie di rappresentazione teatrale, senza parole, in cui i piccoli parlano con la musica e i movimenti. Alla base di Ritmia, presentato al Nicolini, nel Convegno “Quando la musica diventa gioco”, c'è proprio l'intreccio tra musica, gesto ed espressione grafico-pittorica, linguaggi non verbali cui, fino a qualche anno fa, scarsa era l'attenzione nelle aule scolastiche. Eppure, come ha sottolineato Fabrizio Garilli, direttore del Conservatorio, un'inadeguata strategia educativa è causa di tanti fallimenti a livello musicale. L'approccio allo strumento diventa quasi un'imposizione, con conseguente rifiuto da parte dei musicisti in erba, mentre Ritmia propone un avvicinamento giocoso. Il metodo di Sonia Simonazzi quest'anno è stato sperimentato anche con i bambini dai 18 ai 36 mesi. Con la collaborazione delle educatrici Cinzia Battaglia, Francesca Gazzola, Anna Vacirca, gli ospiti dello Spazio Bambini De Gasperi si sono divertiti non solo ad ascoltare la musica, ma hanno loro stessi prodotto la colonna sonora più adatta ai loro giochi. Il tamburo, il flauto dolce, i sonagli, la voce sono stati gli strumenti scelti, in base ad una precisa ricerca etnomusicologica, da Simonazzi, conduttrice del progetto, curato dall'Assessorato alla Formazione. I risultati dell'esperienza con la quale per la prima volta il metodo, già accolto favorevolmente nelle materne ed elementari, è stato proposto a bimbi del nido, sono confluiti nella pubblicazione “Quando la musica diventa gioco”, realizzata dai Servizi alla Formazione del Comune di Piacenza. L'assessore Giovanni Mariscotti ha evidenziato come nella scuola la didattica e le strategie educative non sempre tengano in considerazione la creatività. Eppure, vari sono stati i progetti promossi dall'Assessorato alla Formazione per esplorare nuovi approcci. «É necessario ora uscire dalla sperimentazione - ha concluso Mariscotti - per entrare nella fase istituzionale di queste esperienze». Giancarlo Sacchi (Irre Emilia Romagna) ha sottolineato l'utilità del progetto, basato su Ritmia, per sviluppare l'apprendimento. «Lavorando con i linguaggi non verbali - ha aggiunto - favorisce l'integrazione degli alunni stranieri, perché offre un approccio molto funzionale alla socializzazione. Il fatto che siamo qui a presentarlo al Conservatorio potrebbe essere d'auspicio per collegarlo meglio con l'attività musicale più specialistica». Anna Bonora (ricercatrice Irre) si è invece soffermata sulla necessità, nelle scuole materne, di proporre i diversi linguaggi in modo unitario, come avvenuto nel progetto presentato. La musica, attraverso il ritmo e le figure retoriche di suono (alliterazione, ripetizione, ecc.) serve anche per accostare i giovani al mondo della parola, in particolare alla poesia. Monica Natali della Cooperativa Casa Morgana, presso la quale da anni si sperimenta Ritmia, ha illustrato il corso di formazione per insegnare ad educatori e genitori l'uso del nuovo metodo, sul quale nel pomeriggio Sonia Simonazzi ha tenuto anche un laboratorio esperienziale.
Anna Anselmi


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